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Unità di Apprendimento
Breve guida per cominciare

di Paolo Scorzoni

Dopo anni di insegnamento come precario (diciassette), nel corso dei quali ho avuto la possibilità di fare esperienza in molte tipologie di scuole (secondaria di primo e secondo grado, insegnante di lettere, di filosofia, di pedagogia, in istituti tecnici, professionali e licei, in scuole statali o parificate) e anni di esperienza come formatore sul Cooperative Learning (nel corso dei quali ho avuto la fortuna di confrontarmi con insegnanti e dirigenti preparati e motivati) mi sono ritrovato, come molti colleghi, a gestire la proposta di lavorare per Unità di Apprendimento e di abbandonare il lavoro per Unità didattiche e Moduli.

Ho cominciato perciò l’anno scolastico 2005-2006 con una serie di domande che affollavano la mia mente e ho sentito l’urgenza di utilizzare questo periodo per tentare di dare a questi interrogativi delle risposte, senza le quali avrei fatto fatica a motivare il cambiamento nel mio modo di lavorare in classe con gli studenti.

Le domande che mi hanno guidato nel corso di questo anno scolastico e che hanno ispirato questo articolo possono essere riassunte come segue: cos’è un’Unità di Apprendimento? Ha senso lavorare per Unità di Apprendimento? È utile costruire con i ragazzi rubriche di valutazione? Che relazione c’è tra portfolio e apprendimento?

Dietro a questi concetti si nascondono i desideri di un legislatore staccato dalla realtà, che vuole solo far lavorare di più gli insegnanti, o un modo di lavorare più efficace perché più adatto ad una realtà in continua evoluzione?

Come essere insegnanti oggi in classi sempre più eterogenee e numerose?

Dobbiamo rimanere ancorati in modo acritico alla tradizione o possiamo cercare di cambiare per consentire ad un numero sempre più alto di ragazzi di raggiungere un livello culturale degno di uno stato democratico e sviluppato?

Il presente lavoro è partito da queste domande e dalla convinzione che sia utile cambiare solo se il cambiamento può produrre dei risultati positivi per docenti e studenti; il cambiamento per essere vero dovrebbe produrre nei ragazzi, un aumento della motivazione ad apprendere e uno stare meglio a scuola, nei professori, il vivere la propria professione come una attività in cui gli studenti non sono visti come dei “nemici”, ma come dei collaboratori.

Ho cominciato perciò a lavorare per Unità di Apprendimento, ho costruito rubriche di valutazione e ho aiutato i miei studenti a costruire un portfolio.

 

Il presente lavoro espone sia le motivazioni teoriche (che vanno al di là degli obblighi di legge) che mi hanno spinto a lavorare in questo modo, che la narrazione di un’esperienza effettivamente svolta in classe, che le conclusioni a cui sono giunto dopo un anno di sperimentazione.

Segue

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